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CorpeaWeblog Marzo 2006
| 16 Marzo 2006 |
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IL GINOCCHIO: problematiche nello sportivo
L’articolazione del ginocchio è sicuramente una delle più sollecitate nella pratica del fitness. Questo fa sì che un problema a questa articolazione anche di lieve entità possa pregiudicare in modo totale i nostri allenamenti in palestra. Queste problematiche sono sempre più frequenti e se non si mettono in atto degli accorgimenti, possono diventare invalidanti.
Da un punto di vista osseo il ginocchio è un’articolazione “instabile”. I condili femorali (di forma convessa quasi come due semisfere) poggiano su una superficie piatta, il piatto tibiale appunto. Questa articolazione è resa più congruente grazie alla presenza dei menischi i quali fungono anche da cuscinetti ammortizzatori. Ci sono poi importanti strutture legamentose (crociati, collaterali esterni e interni) che “costringono” il ginocchio a muoversi entro certi limiti consentendogli per lo più movimenti di flesso-estensione.
In palestra questi movimenti sono molto utilizzati, mentre in altri sport (sci, tennis, calcetto) il ginocchio subisce delle sollecitazioni in torsione che potrebbero danneggiare in particolare il legamento crociato anteriore (LCA). La rottura di questo legamento spesso rende instabile l’articolazione e si rende quasi sempre necessario un intervento di ricostruzione del legamento stesso.
La muscolatura è poi un altro fattore fondamentale per la salute delle ginocchia. I principali muscoli che attraversano il ginocchio sono: il quadricipite femorale (anteriormente, assolve la funzione di estensione dell’articolazione); il bicipite femorale, il semitendinoso e il semimembranoso (posteriormente, assolvono la funzione di flettere l’articolazione avvicinando i capi ossei); il polpaccio (il gastrocnemio in particolare contribuisce ai movimenti di flessione)
Le principali problematiche del ginocchio sono di tipo infiammatorio e provocano sintomi come dolore e gonfiore. Ma perché le nostre ginocchia si infiammano? Può dipendere da esercizi mal eseguiti? Ovviamente un esercizio non eseguito correttamente può scatenare un processo infiammatorio, ma è anche vero che le ginocchia possono dolere senza che si verifichi questa eventualità. Il semplice utilizzo “normale” di questa articolazione può essere causa di problemi.
Il fatto è che la cartilagine articolare che riveste i condili femorali e il piatto tibiale tende a consumarsi nel tempo per effetto di un processo degenerativo assolutamente fisiologico legato all'invecchiamento. Le ginocchia, nel progetto genetico originario, erano destinate a durare quanto la vita media dell’uomo cioè circa quarant’anni. L’evoluzione ha allungato di molto la durata della vita, ma non altrettanto quella delle ginocchia! Questa discrepanza fa sì che un soggetto di quarant’anni sia considerato “giovane” da un punto di vista sociale, ma dal punto di vista delle ginocchia no può certo considerarsi tale.
La degenerazione della cartilagine articolare è dunque il principale problema. Come limitarla? Limitando l’uso del ginocchio, verrebbe da pensare! Ma non è così. In realtà questa cartilagine, non essendo vascolarizzata, trae il nutrimento per le sue cellule esclusivamente dal liquido sinoviale, una specie di lubrificante prodotto da una membrana presente all’interno dell’articolazione. Questo liquido è prodotto in maggiori quantità se l’articolazione viene adeguatamente utilizzata. Un'articolazione ferma in poche parole degenera rapidamente, ma un’articolazione troppo sfruttata si logora…Che fare?
La risposta è dettata anche dal buon senso: fate attività in maniera oculata, affidatevi alla supervisione di professionisti del settore e vedrete che le ginocchia e tutto il vostro corpo saranno sempre in perfetta efficienza.
Siro Scamutzi |
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